Patrimonio artistico monumentale
 

 

Aversa, oltre a presentare un interessante impianto urbanistico, con schema ad 'avvolgimento', che univa tra loro i borghi preesistenti o di nuova formazione con la caratteristica 'espansione biologica', in quattro cerchie murarie inserite in una parcella della centuriazione dell'ager campanus, annovera un patrimonio artistico di grande rilievo monumentale.

Al periodo prenormanno sono ascrivibili, l'antica Cappella di San Paolo poi incorporata, nella prima metà dell'XI sec., nella nuova chiesa di Rainulfo, il Castello del Borgo e l'abbazzia di San Lorenzo (IX sec.). 
Del borgo Savignano la Cappella di San Giovanni Battista.

L'edilizia religiosa del periodo successivo, romanico-normanno, è tra le più interessanti per l'innumerevole quantità di edifici costruiti; esso annovera la Chiesa Cattedrale di San Paolo e quelle di S. Maria a Piazza di S. Audeno, di San Nicola, di San Giovanni Evangelista, di Sant'Andrea, di Sant'Antonino e di Santa Marta, inoltre la presenza dell'importante Convento femminile di San Biagio (prima metà XI sec.) e la Chiesa e Monastero di S. Francesco. 
Di tutti questi per gli incendi, i terremoti e le trasformazioni che li adattarono alla nuova versione, rimane ben poco. 
Quelli civili: i Seggi nobiliari di Sant'Antonio, di Sant'Andrea e di S. Luigi, (l'unico rimasto); il Castello Normanno, forse quello della seconda cerchia muraria ove sorgerà il Conservatorio di San Gennaro e il Castello di Ruggiero ll costruito con la terza cerchia dopo l'incendio della città. 
A questi va aggiunta la Torre o Castello di Savignano, antichissimo borgo a sud-est della città. 
Per la costruzione di tali edifici fu impiegato materiale tufaceo prelevato dal sottosuolo e materiale di spoglio anche delle antiche città di Atella, Literno e Cuma; di questo materiale alcuni reperti sono ancora visibili negli incroci delle strade del centro storico.

Ai periodi angioino e durazzesco si ascrivono la chiesa di San Ludovico, la Chiesa e Monastero dei Celestini, la Chiesa e Monastero della grande Annunziata e la Chiesa e l'Ospedale di Sant'Eligio. Dell'architettura civile sono il Castello Angioino e la sistemazione delle porte che aumentano di due: Porta San Nicola, San Giovanni, San Biagio al posto di Porta Santa Maria, Intoreglia, di Capua, del Castello, di Sant'Andrea, del Mercato e Porta Nuova. Di queste attualmente rimane solamente Porta San Giovanni.

Dal XV al XVIII sec. furono erette la Chiesa e il Monastero delle Cappuccinelle, la Chiesetta di Santa Maria del Popolo, ristrutturata quella di Casaluce, la Chiesa vanvitelliana di Sant'Agostino dei Calzi, della Concezione presso Porta San Nicola e l'ampliamento del Castello di Ruggiero. Furono inoltre restaurate la Chiesa raguzziniana di San Domenico e quella del Carmine.

Nel periodo borbonico molte strutture conventuali cambiarono destinazione: il Convento della Maddalena, antico Hospitium Lebrosorum, divenne Manicomio (1813); il Convento dei Celestini fu trasformato in Orfanotrofio, quello di San Lorenzo accolse, nel 1807, un Collegio di Fanciulle e successivamente la Scuola Tecnica con Orfanatrofio. 
Attualmente parte del convento di San Lorenzo è sede della Facoltà di Architettura della II Università di Napoli. 
Il Convento di San Domenico ospitò le Scuole Elementari, la Biblioteca e l'Archivio Comunale dopo essere stato, dal 1869, destinato a Casa Municipale. 
Il Convento dell'annunziata dopo aver accolto l'Ospedale Civile, di recente è stato destinato a sede della Facoltà d'Ingegneria della II Università di Napoli.

Dell'edilizia civile bisogna inoltre ricordare i molti palazzi nobiliari del centro storico nonché il magnifico Palazzo del Seminario fatto costruire dal card. Innico Caracciolo dall'architetto romano Carlo Beratti, il quale ripropose modi berniniani del Palazzo Barberini. 
Il Seminario inoltre ospita alcuni Istituti scolastici, l'Archivio Capitolare, la Biblioteca e la Pinacoteca diocesana.