Prestito d’onore: il consiglio comunale fà voto al Primo Ministro

 

Un voto a favore del lavoro, dell’occupazione, dell’imprenditorialità giovanile. Nel consiglio comunale di lunedì pomeriggio, su richiesta del diessino Nino Capone e con integrazione del capogruppo di Forza Italia Nicola Verde, l’assise ha chiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e delle Finanze di rifinanziare il decreto 185/2000 che prevede iniziative a favore dell’autoimpiego; si è chiesto, inoltre, di adottare tutte le iniziative opportune per consentire ai disoccupati delle aree svantaggiate del Paese di accedere a tutte le forme di agevolazione destinate alla creazione d’impresa, in tempi brevi e certi, invitando la società Sviluppo Italia ad accelerare l’attuazione delle politiche programmate per lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno. “Il prestito d’onore è il più importante strumento per creare occupazione nel Sud – ha affermato l’ingegnere Verde. La vicenda relativa alla sospensione dei corsi di formazione destinati ai beneficiari delle agevolazioni previste trova le sue ragioni esclusivamente in problematiche di natura finanziaria e non esprime un orientamento politico del Governo del Paese”. Il prestito d’onore si traduce in un’agevolazione concessa ai disoccupati residenti nel Mezzogiorno e in alcuni comuni del centro-nord che avviano un’attività di lavoro autonomo. Le agevolazioni finanziarie consistono in un contributo di 25.800 euro in conto investimenti; per le spese di gestione sostenute nel primo anno di attività viene, invece, erogato un contributo a fondo perduto fino ad un massimo di 5.100 euro. Per accedere alle agevolazioni, gli aspiranti beneficiari devono frequentare un corso di formazione che dura 5 settimane, al termine del quale firmano il contratto di finanziamento. “Discutere del prestito d’onore – continua Verde – significa discutere di Sviluppo Italia s.p.a., la holding alla quale è affidato il compito di provvedere alla selezione dei beneficiari e all’erogazione delle agevolazioni. La sospensione è stata causata dalla ‘mala gestio’ del precedente consiglio di amministrazione di Sviluppo Italia, nominato dal governo D’Alema, che ha impegnato nel 2001 anche le risorse destinate al prestito d’onore per il 2002-2003 e 2004. Tale situazione ha comportato un disavanzo stimato in 650 milioni di euro. Di fronte a questo stato di cose, il nuovo amministratore delegato di Sviluppo Italia ha deciso di fermare le procedure del prestito d’onore per procedere ad una puntuale ricognizione delle risorse finanziarie già impegnate e di quelle impegnabili in futuro. Il Governo Berlusconi ha affrontato con la massima attenzione il problema e a giugno 2002 ha stanziato 23 milioni di euro per il finanziamento dei prestiti d’onore ai quali si aggiunge un ulteriore finanziamento di 155 milioni di euro deliberato dal Cipe; fondi che consentiranno a Sviluppo Italia di riprendere, entro la fine dell’anno, i corsi per i 1700 disoccupati che si erano visti sospendere la loro richiesta a pochi giorni dalla conclusione del corso e di iniziare le selezioni per le ulteriori domande presentate”.


Vincenza Picone