Progetto Equal: l’amministrazione lavora a favore delle imprese sociali

 

“Dobbiamo predicare la professionalità, perché senza cultura d’impresa non si va da nessuna parte”. Così il sindaco Domenico Ciaramella ha aperto il convegno su ‘impresa sociale, riforma del welfare e sviluppo locale’, che si è svolto ieri mattina in un gremito Salone Romano del Teatro Cimarosa. Di taglio eminentemente politico l’intervento del vice-sindaco Giuseppe Stabile, referente comunale del Progetto comunitario Equal e del conseguente Progetto Sis che vede partner prestigiosi come il Cless, il Consorzio per la lotta all’esclusione sociale, l’Ape, Agenzia per la promozione della cooperazione sociale, la Cooperativa Dedalus di Napoli, la società Fare, il CCIAA di Napoli e l’Asl Ce2. “Favorire l’occupazione e combattere tutte le forme di discriminazioni nel mercato del lavoro dovute al sesso, all’origine etnica, alla religione o a motivi ideologici, agli handicaps fisici o psichici, alla segregazione sociale: questo il nucleo di Equal. Quattro i pilastri dell’iniziativa: occupabilità, agevolando l’accesso al lavoro di coloro che incontrano difficoltà ad integrarsi o reinserirsi nel processo produttivo; imprenditorialità, individuando nuove possibilità di lavoro nel terzo settore; adattabilità, promuovendo la formazione professionale permanente; pari opportunità tra uomini e donne, sviluppando forme razionali di organizzazioni del lavoro. Il progetto, finanziato per una somma pari ad un milione di euro, durerà trenta mesi ma continuerà a far parte del nostro territorio come volano di sviluppo del terzo settore. Il portale web, dove saranno fornite tutte le informazioni necessarie, sarà uno strumento di guida fondamentale”. “Il numero di occupati e di cooperative sociali che si formeranno alla conclusione del progetto sarà il metro di misura del successo dell’iniziativa”, ha sottolineato Sergio D’Angelo, responsabile Equal. Angelo Righetti, dell’Asl Ce2 ha citato l’economista Adamo Smith: “L’economia è un atto d’amore che genera accumulo e diventa distribuibile”. “Economia e società – ha sottolineato – sono legati a doppio filo. L’economia non ha senso se non parte dall’altro sofferente”. Marco Musella, presidente Cless ha chiarito come “bisogna investire maggiormente nel settore sociale che soddisfa i bisogni complessi e variegati di attori sociali diversi”. Il dirigente regionale Maria Grazia Falciatore ha chiarito il quadro normativo in cui si muovono le imprese sociali. “Qui – ha detto – non vale il bando al massimo ribasso. Non si producono macchine, ma relazioni con le persone: bisogna utilizzare metodologie d’intervento individualizzate ed essere rispettosi dei diritti delle persone in termini di qualità”. Moderata da Claudio Esposito, la mattinata di lavoro è stata conclusa da Antonio Coppola, referente Ape. “C’è da fare – ha detto – un salto di qualità, attraverso azioni di sistema”.


Vincenza Picone