CIARAMELLA, “L’università non è un campo di battaglia”.

 
 

“Le facoltà di ingegneria e di architettura sono patrimonio inalienabile della città. Una ricchezza che va custodita e preservata con gelosa cura, e soprattutto con intelligenza. Pertanto, su questo tema non è consentito a nessuno di avventurarsi in speculazioni politiche, partitiche o addirittura personali”. E’ fermo e deciso il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella che interviene sulla questione della facoltà di Ingegneria. “Ribadisco, ancora una volta, in maniera ferma, e spero per l'ultima, che l'Università è al centro delle attenzioni di questa amministrazione, tanto è vero che, subito dopo l'insediamento, ci siamo preoccupati di affrontare le emergenze che si sono maturate nel tempo ed alle quali, è bene precisarlo fino alla noia, le amministrazioni del passato non hanno saputo dare risposta alcuna. In questa logica, da mesi, insieme alla giunta, specie dopo che nessun aversano ha risposto al bando dell'Università, sto cercando con ogni sforzo di trovare, in particolare, soluzioni soddisfacenti alle necessità della facoltà di ingegneria che è cresciuta in maniera consistente negli ultimi anni. Ho da tempo un filo diretto e continuo con il Rettore, al quale ho comunque inviato una lunga lettera con cui, tra l'altro, ho rappresentato la ferma contrarietà della città al trasferimento in altro comune di qualsiasi struttura della facoltà di ingegneria.  Ho trovato nel Rettore pieno ascolto ed insieme stiamo lavorando alacremente per far fronte alle attuali emergenze che debbono essere risolte in una visione di un progetto moderno, ambizioso ma assai gratificante per la nostra città, come città di studi, e per la stessa università”. Ciaramella taglia ogni polemica e strumentalizzazione. “La polemica che è stata imbastita e che si sta disperatamente di alimentare è artificiosa e, soprattutto, viene condotta senza conoscere fatti e circostanze o addirittura immaginando soluzioni fantasiose, se non addirittura stupide. Non è, questo, a mio modo di vedere, il metodo corretto per affrontare il problema. Nessuno di coloro che si vogliono, a pieno titolo e merito, interessare dell'Università hanno chiesto a me o ad altri che seguono la vicenda, notizie, informazioni o documenti. Se lo avessero fatto, avrei elencato tutte le iniziative che abbiamo preso e quelle che abbiamo in atto, nonché avrei mostrato una corrispondenza con le autorità accademiche dalla quale emerge, con assoluta chiarezza e con tutta la fermezza possibile, la posizione di questa amministrazione che è anche, ritengo, quella della città. Voglio anche precisare che, dopo alcune verifiche che dovranno essere completate, a giorni potremo offrire al Rettore una soluzione soddisfacente alle necessità della facoltà di ingegneria”. E conclude: “E' auspicabile che sull'Università vi sia sempre un coinvolgimento di tutti, però è esecrabile che ci si serva dell'Università per soddisfare ansie di  protagonismo, imbastendo campagne delle quali si millanta una primogenitura smentita dai fatti e soprattutto dalle date. Non consentirò a nessuno di trasformare l'università in campo di battaglia per interessi diversi da quelli della città o di servirsene quale palcoscenico o passerella, specie da parte di qualche personaggio della sinistra che a stento rappresenta se stesso e che ancora non si capacita del fatto che anche questa volta la città non gli ha consentito di sedere in consiglio comunale. La città ha da tempo rifiutato un vecchio e patetico modo di fare politica che quasi sempre fa perdere di vista l'essenza dei problemi. Chi vuole lavorare e collaborare, lo deve fare in maniera seria e responsabile, a viso aperto, accantonando dietrologismi e trasversalismi . L'università è troppo importante per dare spazio e sfoghi personali, ad incontrollate pulsioni caratteriali o addirittura a malcelati interessi  che non si conciliano con una responsabile politica dei risultati. Su questo io personalmente e tutta l'amministrazione vigileremo quotidianamente”.

 


Vincenza Picone