Ciaramella, “Presto il via a gemellaggi internazionali”

 

Sarà possibile visitare fino al prossimo 7 dicembre la mostra fotografica dell’artista tedesco Herman Posch, dal titolo “Ein Ich-Un Io”, allestita presso il Liceo Artistico. All’inaugurazione di sabato sera erano presenti il sindaco Domenico Ciaramella e l’assessore Vincenzo Noviello. “I momenti di cultura e di arte dovranno essere presidio permanente nella nostra città. Presto, utilizzando finanziamenti regionali, daremo il via a gemellaggi internazionali. I primi saranno gli ‘amici’ tedeschi che abbiamo imparato ad apprezzare e valorizzare. Vogliamo ‘esportare’ il prodotto Aversa nel mondo e vogliamo arricchirci di esperienza, con contributi delle varie parti del mondo. Abbiamo tutte le carte in regola per riuscirci”. La mostra è il primo grande evento a carattere internazionale proposto dall’Artistico di Aversa dalla data della sua fondazione. L’iniziativa, promossa dal Liceo, è nata grazie alla collaborazione dell’amministrazione comunale della città, dal “Goethe Institute di Napoli”, dall’Ordine degli architetti della Provincia di Caserta, dal gruppo internazionale “Scavare il futuro”. E’ stata curata dal critico tedesco Elmar Zorn, dall’architetto aversano Umberto Panarella e dal preside del Liceo Artistico Saverio Tufariello e si inserisce nel ambito del progetto internazionale “Scavare il futuro” al quale collaborano, oltre lo stesso Zorn, l’architetto Riccardo Dalisi, il poeta Mimmo Grasso e l’architetto Umberto Panarella. Il progetto “Scavare il futuro” ha trovato l’adesione anche della città di Aversa. Per questa prima esperienza, ad un artista-fotografo Hermann Posch, è dato l’onere “dell’inizio” e non si poteva trovare ad Aversa uno spazio migliore se non il Chiostro del Complesso di S. Anna, sede del Liceo Artistico. Posche ha trovato come suo mezzo di espressione, una tecnica assai spettacolare, senza servirsi della solita trasformazione e generazione d’immagini, tramite processi elettronici con computer. La sua tecnica è manuale, quasi antica e ci rimanda ai tempi della fotografia del Bauhaus, con le sperimentazioni di Man Ray, Maholy-Nagy e Xanti Schawinsky. Egli offre però un apertura alle possibilità di formare e combinare nuove costruzioni dell’uomo ottenendo risultati sbalorditivi. La sua fotografia non fissa più, in una unica visione, il momento o la minuscola frazione del tempo passante, ma al contrario fa partire da un dato momento un viaggio nel viso di una certa persona cogliendone le variabilità, i cambiamenti, e le modificazioni. Attraverso i suoi scatti egli cerca di entrare nell’animo della persona mettendo all’esterno quello che è nascosto all’interno del soggetto. Un evento, quello in corso nella città normanna, da non perdere.


Vincenza Picone