Giugno Barocco: al via la kermesse

 

Si terrà venerdì alle ore dieci la conferenza stampa di presentazione di ‘Giugno Barocco’, la dodicesima rassegna musicale fondata e diretta da Massimo Fargnoli, con il patrocinio della Città di Aversa, della Regione Campania e del Ministero per i beni e le attività culturali. La rassegna di quest’anno, che ritorna ad Aversa dopo qualche anno di assenza, è dedicata al grande compositore musicale Niccolò Jommelli. Tre i concerti in programma, nello scenario del chiostro di San Francesco: giovedì 19 giugno, alle ore 20, Schola Romana Ensemble presenta ‘Niccolò Jommelli musicista sacro nella Roma dei Papi’ a cura di Giovanna Ferrara, docente di storia della musica al Conservatorio di S. Pietro a Majella, diretto da Stefano Sabese, con musiche di Palestrina, Lasso, Stradella, Benevoli, Pitoni, Scarlatti, Jommelli; sabato 21 giugno, alle ore 20 e 30, Orpheus Musica Ensemble, diretto da Stefano Sabene, presenta musiche strumentali ed operistiche di Niccolò Jommelli; martedì 24 giugno, ore 19, l’organista Livio De Luca presenta musiche di Scarlatti, Cimarosa, Cotumacci e Hasse. Insomma, l’appuntamento è di quelli da segnare in agenda per gli amanti della musica d’autore. “Continuiamo – commenta l’assessore alla cultura dell’amministrazione Ciaramella – sulla strada della valorizzazione delle nostre risorse. Musicisti aversani come Jommelli, Cimarosa ed Andreozzi vengono apprezzati in tutto il mondo. E’ ora che anche Aversa riscopra i suoi figli illustri”. Dopo l’esordio come compositore, avvenuto nel 1737, la fama di Jommelli crebbe rapidamente ed Egli fu ricercato da tutte le principali città d’Italia. Dopo aver raccolto successi a Roma con Ricimero re de’ Goti e Astianatte, e a Bolo­gna con Ezio, venne chiamato a Venezia, dove tra l’altro, gli fu assegnata la direzione del teatro degli Incurabili. Fu poi a Roma, a Vienna, e di nuovo a Roma dove assunse il posto di maestro coadiutore in San Pietro. Ma la sua arte raggiunse la piena maturità a Stoccarda, dove risiedette dal 1753 al 1769 in qualità di maestro di cappella del duca Carlo Eugenio di Wurttemberg. Nel 1769 rientrò in Italia e si stabilì a Napoli dove compose alcune opere che non ebbero buona accoglienza. Il relativo insuccesso lo spinse a dedicarsi alla musi­ca sacra, genere al quale diede fra l’altro, poco prima di morire, il famoso Miserere per due voci e orchestra, considerata la sua opera migliore. Ad Aversa, la sua città natale, trascorse gli ultimi anni della sua vita, ritirandosi alla fine nel con­vento di Sant’Agostino alla Zecca a Napoli, ove morì il 25 agosto 1774. Pietro Metastasio, i cui libretti furono musicati dal Nostro in più di trenta lavori teatrali, ebbe a dire di lui:«Egli è il miglior maestro che sappia adattar la mu­sica alle parole, di quanti abbia mai conosciuto».


Vincenza Picone