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Emergenza rifiuti ad Aversa: giovedì chiudono tutte le scuole |
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Da giovedì chiusura di tutte le scuole pubbliche, dalle elementari alle superiori, presenti sul territorio cittadino. E’ la decisione presa dal sindaco Domenico Ciaramella nel pomeriggio di oggi (martedì) e comunicata ai giornalisti in conferenza stampa. “E’ una decisione estrema ma necessaria – spiega esasperato il sindaco aversano – dovuta ad una situazione ambientale non più sostenibile. I rifiuti in strada hanno superato il limite estremo della sostenibilità. Come sindaco, ho il dovere di tutelare la salute pubblica di tutti i cittadini. Con qualsiasi mezzo. Oggi chiudo le scuole, se sarà necessario avrò il coraggio di chiudere gli uffici e i locali pubblici”. L’ordinanza del sindaco aversano riguarda una platea amplissima, considerando che, con i suoi trentamila studenti, la città normanna ha una platea scolastica superiore a quella dello stesso capoluogo di provincia. Ciaramella incalza: “Sabato, durante il vertice Prefettura, mi hanno conferito un bonus che mi ha permesso di scaricare 200 tonnellate di rifiuti, con la promessa che da lunedì avrei potuto scaricare 80 tonnellate giornaliere e di smaltire la giacenza a terra di 350 tonnellate. Non è servito a nulla: la Geo-Eco è riuscita a raccogliere solo una minima parte dei rifiuti che invadono letteralmente la città. Nello stesso momento in cui parlo, la Geo-Eco ha in fila, al cdr di Santa Maria Capua Vetere, 95 camion carichi di rifiuti, tre dei quali – a fronte degli undici utilizzati quando la raccolta viene effettuata a pieno regime – di Aversa. Stamattina mi hanno anche avvisato che uno dei camion della Geo-Eco che conteneva i rifiuti aversani è stata sequestrato dai Nas – che sono diventati, in questi ultimi giorni, una presenza costante davanti al cdr – perché perdeva liquami”. Ciaramella non si è limitato ad emettere l’ordinanza che chiude le scuole sine die. “Mi appello al prefetto: conferisca ad Aversa un percorso privilegiato per scaricare per primi al cdr. Siamo al limite: l’unità operativa di prevenzione collettiva dell’Asl ha accertato che esiste il pericolo di propagazione di malattie infettive”. Ciaramella è chiaro: non vuole che l’emergenza rifiuti diventi la normalità della situazione dell’igiene urbana. “Abbiamo valutato diverse soluzioni. Ci siamo messi in contatto con un sito di Milano – dove scaricare ci costa 80 lire al kg a fronte delle 110 lire attuali – ma il commissariato di governo regionale non ha voluto dare il placet. Stiamo ora individuando – spiega – una zona della città adeguata ad ospitare un sito di stoccaggio, dove andremo a posizione scarrabili a tenuta stagna, previa impermeabilizzazione del terreno. La strada del sito di trasferenza è percorribile entro un margine di tempo abbastanza ridotto. Saremo così in grado di togliere dalle strade i rifiuti che si accumulano ogni qualvolta il cdr funziona a scartamento ridotto, tutelando gli insopprimibili diritti alla salute e al godimento dell’ambiente di tutti i cittadini”. E conclude: “in situazioni estreme, come quella attuale, si devono mettere in campo soluzioni adeguate, distinguendo la programmazione a breve scadenza da quella a lungo termine. Mi hanno proposto di ricorrere ai medici quando ho il morto in casa. Parlare di raccolta differenziata o annunciare che il termovalorizzatore del futuro sarà la soluzione magica di tutti i mali quando in città non si svuotano i cassonetti da dieci giorni mi sembra davvero un paradosso”. |
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Vincenza Picone |