Ad Aversa una scuola di teatro comico napoletano

 

Un laboratorio di teatro comico napoletano nascerà ad ottobre ad Aversa. L’idea, portata avanti dall’assessore allo spettacolo, Rosario Ippone è di quelle destinate ad avere una risonanza a livello regionale. “Il progetto – spiega l’assessore della giunta Ciaramella – è nato in collaborazione con Mimmo Sepe, il bravo attore che abbiamo ospitato quest’estate ad Aversa all’interno del Festival del cabaret. Il laboratorio comico teatrale, diretto proprio da Sepe, sarà ospitato nella Sala Romano, adiacente al Teatro Cimarosa e lavorerà con cadenza settimanale, tutti i lunedì, dalle ore 18 alle 20. L’iniziativa – continua Ippone – è rivolta a tutti, dai giovani a partire dai sedici anni, fino ai novant’anni. L’iscrizione e la retta del laboratorio avranno dei costi estremamente contenuti, per dare a tutti la possibilità di cimentarsi con l’arte comica”. “Il progetto in corso di definizione – commenta il sindaco Domenico Ciaramella – mira ad offrire la possibilità di avviare un percorso formativo di alto livello a tutti coloro che hanno predisposizioni ed attitudini verso il mondo dello spettacolo. D’altronde, il teatro comico napoletano ha una tradizione conosciuta in tutto il mondo, che deve essere perpetuata, anche attraverso iniziative come questa. Gli eredi di Totò e di De Filippo potrebbero nascere anche ad Aversa”. Insomma, il laboratorio di teatro comico vuole essere una fucina di talenti, capace di calamitare ‘studenti’ di tutta la regione e chi  vuole studiare la tradizione della ‘risata’, dolce ed amara, napoletana. Il maestro della scuola, Mimmo Sepe ha un curriculum di tutto rispetto alle spalle. La sua carriera teatrale inizia nel 1973, recitando per quattro anni nella compagnia amatoriale ‘I Giovani del Vomero’. Nel 1977 entra a far parte del gruppo folkloristico I Masaniello e nel 1978, con la regia di Antonio Casagrande, interpreta un testo del Ruzzante dal titolo "Arapite lli porte a povero cafone". Nell'estate del 1979 partecipa a "Festa di Piedigrotta" per la regia di Roberto De Simone. Nella stagione teatrale 1979-80 entra a far parte della compagnia del teatro Diana di Napoli, con una serie di tre commedie di Eduardo Scarpetta, per la regia di Mico Galdieri, con Ugo D'Alessio. Nel 1980, viene scritturato dalla Compagnia del Teatro stabile Napoletano al teatro Sannazzaro e vi resta per quattro anni lavorando al fianco di grossi interpreti come: Nino e Carlo Taranto, Luisa Conte, e Pietro De Vico. Ed è proprio qui che Sepe affina la sua recitazione, rendendola mordace e satirica. Nella stagione teatrale successiva entra a far parte della compagnia di Luigi De Filippo. Dal 1985 al 1987 con la Coperativa "Teatro Necessità" esegue alcuni lavori di Antonio Petito. Dall'87 l'incontro con il cabaret. Insieme al figlio d'arte Corrado Taranto fa coppia fissa all'insegna del divertimento. L'88 è l'anno della consacrazione. La coppia Taranto-Sepe vince la IV edizione del Festival Nazionale del Cabaret di Loano organizzato da Canale 5. Dal 1988 inizia a lavorare in proprio sia in teatro che nel cabaret con la sua compagnia. Nel 1995 debutta anche come monologhista con uno spettacolo dal titolo "Sepe....rmettete". Debutta nel cinema nel 1983 con "No grazie il caffè" con Lello Arena e Massimo Troisi, per la regia di Ludovico Gasparini, seguiranno: “Sotto il vestito niente” del 1985, “Terno Secco” del 1986, “Stradivari” dello stesso anno, “Dio ci ha creato gratis” del 1998. Altrettanto prolifica è l'attività televisiva con: "Antonio Petito artista comico" del 1983, "La bella Italia" del 1984, "Via Teulada... 66" del 1988, "Mai dire Mai" del 1989, "A quelli che il calcio" del 1994.


Vincenza Picone