Pezzullo: “L’uso del casco influisca sul debito formativo”

 

Un appello ai dirigenti scolastici delle scuole superiori affinché l’obbligo del casco diventi un insegnamento di educazione civica di base, di legalità reale e non praticata, delle scuole superiori. Il comandante della polizia municipale Michele Pezzullo, insieme al sindaco Domenico Ciaramella, lancia una provocazione forte nei confronti dell’istituzione scolastica. “Dieci giorni fa – spiega il comandante Pezzullo – ho inviato materiale informativo di sensibilizzazione all’uso del casco a tutte le scuole superiori presenti sul territorio. Il materiale, pervenuto dalla Provincia nell’ambito del progetto ‘Obiettivo sicurezza’, conteneva messaggi crudi e chiari, con la dichiarata finalità di insegnare ai ragazzi che il casco, oltre che un obbligo prescritto dal codice della strada, è fondamentalmente un salva-vita in caso di incidente. Nessuno, tra tutti i dirigenti che ho contattato, mi ha risposto”. Pezzullo non molla e non si limita alla repressione. “Nel mese di luglio, su un totale di 810 verbali elevati, ben 470 hanno riguardato il mancato uso del casco. Ad agosto, addirittura, le contravvenzioni per casco sono state più della metà del totale elevato: 674 su 1056. Ma, evidentemente, la sanzione pecuniaria di 68 euro e 20 centesimi e il fermo amministrativo per trenta giorni del ciclomotore non basta. E’ necessario avviare una maggiore collaborazione tra la polizia municipale, l’amministrazione e l’istituzione deputata a formare, in modo globale, le nuove generazioni: la scuola”. L’intenzione di Pezzullo è di ripetere anche ad Aversa un esperimento, riuscito, già avviato a Castellamare di Stabia, dove lo stesso Pezzullo ha guidato il corpo della Pm. “I ragazzi, nella maggioranza dei casi, arrivano a scuola a bordo di un ciclomotore. Impedire a chi arriva senza casco di parcheggiare all’interno dell’istituto scolastico il ciclomotore può già essere un deterrente contro la violazione. Essenziale è concertare insieme un sistema di ‘premi e castighi’ che, perché no, potrebbe riguardare anche il credito formativo dello studente, considerato che l’uso del casco fa parte dell’educazione civica e stradale. Bisogna, insomma, educare al rispetto delle regole, punendo – l’istituzione scolastica conosce meglio di me in che modo – chi contravviene e premiando chi rispetta le norme”. Infine, Pezzullo, annuncia il prossimo incontro, per il primo ottobre, con le organizzazione sindacali provinciali. “Ho sempre coinvolto i sindacati nelle decisioni prese per il corpo. Ho un unico obiettivo: dare regole certe e razionalizzazione per la gestione del personale”.


Vincenza Picone