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Igiene urbana: nasce l’ente di cooperazione |
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La città di Aversa si costituisce in ente di cooperazione. La decisione, emersa dal consiglio comunale di venerdì sera, è passata con il voto favorevole della maggioranza – si è astenuto il Pdc ed hanno lasciato l’aula i tre consiglieri dell’Udc per i noti problemi politici provinciali – e voto contrario del centrosinistra. “La scelta del sistema di gestione autonomo dell’igiene urbana nasce – spiega l’assessore all’ambiente Donato Mascia – dall’ordinanza 319 emessa da Bassolino, commissario straordinario per l’emergenza rifiuti. L’ordinanza in questione istituisce gli ambiti territoriali ottimali – Ato – e gli Epar – enti provinciali di ambito raccolta rifiuti. In pratica, oggi, dopo l’ordinanza, gli Epar andranno a svolgere tutte le funzioni che venivano svolte precedentemente dai consorzi di bacino, il Ce1, Ce2, Ce3 e Ce4. L’Epar – costituito dal commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, dal Presidente della Provincia e da un rappresentante di ognuno dei quattro consorzi di bacino - svolge, quindi, tutte le funzioni amministrative relative alle attività di trasporto, trattamento, recupero e smaltimento dei rifiuti, a valle, si badi bene, della raccolta. La città di Aversa, avendo una popolazione superiore ai 40.000 abitanti, può adottare autonome forme di gestione dei rifiuti da sottoporre, comunque, ad approvazione del commissario delegato. Il soggetto di cooperazione della città di Aversa avrà la possibilità di gestione amministrativa unitaria nel rispettivo ambito delle attività di raccolta integrata dei rifiuti urbani, ad eccezione delle attività integrative e complementari fornite dagli Epar. In questo modo, non si esce automaticamente, sic et sempliceter, dal Consorzio Ce 2: se la trasformazione in spa del consorzio fosse omologata, Aversa sarebbe proprietaria del 17% delle azioni, uno stato di diritto, questo, non espropriabile”. Il sindaco Domenico Ciaramella è intervenuto, con forza e decisione, per spiegare la decisione. “L’ordinanza 319 non l’ha scritta certamente Ciaramella, ma Bassolino. Avevamo due possibilità: o non prendere in alcuna considerazione l’ordinanza in questione, nel qual caso tutto l’ambito dell’igiene urbana sarebbe stato di pertinenza del Consorzio, con tariffe stabilite da altri; in questo caso, senza scegliere e senza pronunciarsi, l’amministrazione sarebbe stata ‘espropriata’ di tutto il settore, con inevitabili disagi del cittadino che, nel segnalare disguidi ed omissioni, non avrebbe avuto più come punto di riferimento l’amministrazione, ma il Consorzio con sede a Santa Maria Capua Vetere. L’altra possibilità è avere il coraggio della scelta, assumendosi tutte le responsabilità connesse alla decisione. Come amministrazione, decidiamo che non sia un soggetto esterno al comune a gestire, dal punto di vista amministrativo, il servizio igiene urbana ad Aversa. Abbiamo la professionalità e la competenza per farlo noi. E affideremo, operativamente, il servizio attraverso una gara ad evidenza pubblica, alla quale potrà partecipare la stessa Geo-Eco. Si badi bene: parliamo di una gara ad evidenza pubblica, non di affidamento diretto, come è avvenuto nel 2000, e neppure di una società mista pubblico-privata”. Ed infine: “Il centrosinistra non faccia demagogia sulla pelle dei lavoratori. I settantuno operatori Geo Eco non corrono alcun rischio occupazionale”. |
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Vincenza Picone |