Provincia di Aversa: petizione consegnata a Ciampi

 

Appena arrivato alla Casetta di Nazareth di San Cipriano di Aversa, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nella sua ultima tappa del viaggio a Caserta, ha ricevuto la petizione, sottoscritta dal comitato promotore e dal coordinamento dei sindaci dell’agro aversano, per l’istituzione della Provincia di Aversa. A consegnarla nella mani della più alta autorità italiana, stamattina, il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella e i rappresentanti del comitato civico Raffaele Maisto e Domenico Cagnazzo. “Il Comitato per l’istituzione della Provincia di Aversa – si legge nella missiva -del tutto apartitico ed apolitico, oltre all’adesione delle decine di migliaia di cittadini dell’agro e delle associazioni di categorie, rappresentative delle attività commerciali, artigianali, imprenditoriali ed in genere produttive, annovera anche la significativa adesione della Curia Vescovile di Aversa, dell’Associazione Nazionale Carabinieri e del Sindacato Nazionale Indipendente di Polizia, cioè di quegli uomini che, ponendo a rischio la propria vita, hanno combattuto, nella zona, fenomeni camorristici e malavitosi in genere e sanno bene che solo con la istituzione di una nuova provincia e quindi con la presenza, in loco, di determinati organi dello stato, è possibile il controllo del territorio e limitare certi aspetti negativi. Il Comitato, inoltre, alla luce dalle norme prescritte dalla legge n.142 del 1990 e successive modificazioni, è riuscito, ad ottenere dal 95% delle Amministrazioni Comunali che dovranno costituire la nuova provincia (19 su 20) la delibera di adesione e di richiesta di istituire la nuova provincia di Aversa. In tutti i comuni interessati si sono manifestati schieramenti trasversali che vedono uniti nella richiesta tutti i partiti da Rifondazione Comunista a Fiamma-Tricolore. Nella passata legislatura, per iniziativa di una quarantina di deputati (di tutti gli schieramenti politici) venne presentata alla Camera dei Deputati la proposta di legge per la istituzione della provincia di Aversa. Nell’attuale legislatura la stessa proposta di legge è stata ripresentata sia alla Camera che al Senato (primo firmatario il Sen. Pasquale Giuliano); entrambe sono state sottoscritte da numerosi parlamentari della Campania di tutti gli schieramenti politici. In conseguenza della presentazione in Senato del  disegno di legge (n.394) per la istituzione della provincia di Aversa, la Presidenza del Senato, ai sensi dell’art. 133 della Costituzione – primo comma – chiese il prescritto parere alla Regione Campania, anche alla luce dell’art. 21 del D.L. 267/2000. “La Regione Campania – ricorda il sindaco Ciaramella, sottoscrivendo la lettera - con delibera  consiliare n. 193/2 del 30 settembre 2002, ha approvato la richiesta di istituzione della nuova provincia di Aversa, dando il parere favorevole con una votazione quasi unanime. (Hanno votato a favore tutti i partiti della Cdl e tutti i partiti dell’Ulivo ad eccezione dello SDI). Allo stato sono stati effettuati tutti i passaggi burocratici prescritti dalla Costituzione e dalle leggi, manca soltanto la legge del Parlamento per istituire la nuova provincia di Aversa”. “Da notizie di carattere ufficioso – si continua a leggere -  risulta al Comitato che in varie occasioni sia il Ministero degli Interni che altri Organi Governativi, per le istruttorie di rito, hanno richiesto copie delle delibere dei Consigli Comunali e che, inoltre, tutti i Prefetti succedutisi in questi anni alla guida dell’U.T.G. di Caserta hanno espresso parere favorevole per la istituzione della provincia di Aversa. Orbene si parla soltanto di tre nuove province da istituire (Monza, Fermo e Barletta-Trani) e si afferma, genericamente, che vi sono altre 40/50 richieste di nuove province, per le quali il discorso potrebbe essere lungo e difficile. Si ignora, forse volutamente, che tra tutte le richieste di istituzione di nuove province, complete per iter burocratico ed istruttorie di rito, quelle pronte per l’approvazione con legge del Parlamento, si contano sulle punte della dita  di una mano sola, e tra questa oltre a Monza, Fermo e Barletta vi è anche Aversa; mentre tutte le altre sono solo proposte di legge non supportate da delibere comunali e del tutto prive dei requisiti richiesti dalle leggi”. “Noi del Sud – dice forte il sindaco Ciaramella con il comitato - non abbiamo come sponsor di rango, ma con la forza che ci proviene dalle delibere di tutti i Consigli Comunali della istituenda provincia troviamo il coraggio ed  osiamo chiedere, in nome dei circa 300.000 cittadini dell’agro aversano, il Suo intervento Istituzionale per un atto di giustizia, conoscendo ed apprezzando la Sua imparzialità e soprattutto la Sua illuminata opera a favore delle Istituzioni. Chiediamo, pertanto il Suo autorevole intervento perché la proposta di istituire la provincia di Aversa venga agganciata, al Senato,  alla proposta di legge per la istituzione delle province di Monza, Fermo e Barletta”. Insieme alla lettera, Ciampi ha ricevuto due pubblicazioni, la guida storico-artistica della istituenda provincia di Aversa, con i fattori aggreganti giustificativi della costituzione della provincia di Aversa, dove sono inserite delle tabelle che riassumono la divisione dell’Italia in Regioni e delle Regioni in Province. “Da esse – si spiega nella lettera - si evince la situazione anomala della sola Campania che con circa 6 milioni di abitanti, e con una vasta estensione,  ha appena 5 province, mentre tutte le altre, sia del centro-nord che del meridione, hanno un rapporto province/abitanti più del doppio; per non parlare della Toscana e dell’Emilia-Romagna che con appena 3,6/3,9 milioni di abitanti hanno rispettivamente 9 e 10 province. Con l’ordinamento amministrativo italiano, in cui le Regioni programmano e legiferano ed i Comuni attuano i programmi, la funzione coordinatrice e di organizzazione del territorio propria delle province, rappresenta un punto chiave per lo sviluppo del territorio ed il miglioramento dei servizi e del tenore di vita dei cittadini. Non riusciamo a capire perché solo la Campania debba essere costretta ad avere una suddivisione ed organizzazione di tipo feudale mentre altrove, sopratutto nel centro-nord, sapendo bene che la parcellizzazione del territorio produce effetti positivi sia per la sua gestione che per il suo sviluppo, riescono ad avere una ottimale suddivisione amministrativa del territorio”.


Vincenza Picone