Si dimette il Presidente del Consiglio Antonio Farinaro |
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Si è dimesso stasera, consegnando la carica di Presidente del Consiglio al supremo organo elettivo del consiglio comunale, Antonio Farinaro. “Dopo poco più di due anni – scrive il Presidente nella lettera inviata ai trenta consiglieri comunali e al sindaco Domenico Ciaramella – alla guida del principale organo elettivo di questa città è con un misto di dispiacere e di sollievo che rimuovo senza esitazione ogni ostacolo alla decisione di presentare le mie dimissioni dalla carica del Presidente del Consiglio Comunale della Città di Aversa. In questi anni le alterne vicende politiche che si sono susseguite hanno fatto sì che l’azione politica di questa maggioranza sopportasse oltre ogni decente misura il peso di ingerenze da parte dei partiti, che in svariate occasioni hanno provocato rallentamenti, se non addirittura deviazioni, al normale proseguimento di un progetto politico che fin dalla prima tornata elettorale del maggio 2002 aveva dato i suoi inaspettati ma eccezionali frutti. Frutti, che alle luce delle vicende delle ultime settimane risultano rivelatesi immeritati, visto i risultati degli estenuanti quanto inconcludenti sforzi per ritrovare, dopo appena due anni di amministrazione, un’unità d’intenti e una consapevolezza identitaria irrimediabilmente perdete nel continuo susseguirsi di polemiche e ripicche che hanno segnato nel profondo l’immagine di una coalizione di governo vincente. Purtroppo ad oggi le occasioni mancate per un recupero di credibilità sono di gran lunga superiori a quella ancora da perseguire per riprendere il filo di un discorso che renda l’iniziativa di questa maggioranza un modello politico per un territorio ampio come Aversa. In questa occasione il sollievo che si prova nel vedere interrotto il compito affidatomi dall’assemblea consiliare nel dare compiutezza alla carica di Presidente è pari solo al sollievo che si nutre nel considerare la ineluttabilità di una scelta che deriva da un’approfondita riflessione nel riconoscere che non vì è altra soluzione se non quella delle dimissioni”. |
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Vincenza Picone |