Pip: il Tar dà ragione al Comune |
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“Non ho mai avuto nessun dubbio che la modalità della concessione e gestione per la realizzazione dei piani di insediamento produttivi rappresentasse la strada giusta. Oggi registriamo un’importante vittoria: la sentenza del Tar rappresenta una vittoria della politica incisiva e delle buone pratiche programmatorie di quest’amministrazione comunale ma soprattutto è la vittoria degli artigiani locali con la costruzione, attesa da decenni, della loro cittadella”. Non nasconde la sua soddisfazione il sindaco Domenico Ciaramella il giorno dopo le sentenza del Tar Campania, prima sezione, Presidente Coraggio, in merito ai tre ricorsi respinti presentati dalla società imprenditori artigiani, dalla società impresa Vettone e dalla confederazione nazionale artigiani. “E’ stata impugnata – spiega il responsabile dell’ufficio legale del Comune, Giuseppe Nerone, difensore dell’ente insieme a Palma – la delibera di consiglio comunale numero 99 del 2004 concernente la realizzazione dei piani di insediamento produttivi, in quanto le società avevano premesso di essere interessate all’assegnazione delle aree. Il Comune ha contestato il ricorso evidenziando l’inammissibilità ed infondatezza nel merito. Il Tar ha rigettato i ricorsi accogliendo le tesi difensive del Comune evidenziando come non sia fondata la tesi secondo cui l’amministrazione comunale debba limitarsi esclusivamente ad espropriare le aree ed eventualmente realizzare opere di urbanizzazione, consegnando un prodotto finito costituito da capannoni già realizzati. La tesi di chi ha presentato il ricorso è stata respinta in quanto il Tar ha affermato che è legittimo da parte dell’ente comunale utilizzare le aree espropriate per la realizzazione di impianti produttivi mediante la cessione in proprietà o la concessione del diritto di superficie anche perché non sussiste e non è configurabile un modello rigido ed inderogabile di utilizzazione degli strumenti previsti dalla legge 865/71. Al contrario – si legge nelle sentenze – sussiste discrezionalità dell’amministrazione comunale al fine di realizzare una corretta gestione del territorio attraverso l’utilizzo dei più appropriati strumenti di politica economica volti ad incentivare le imprese e quindi la produttività nell’agro aversano. Non sono, quindi, stati rilevati aspetti distorsivi delle procedure e delle motivazioni poste a fondamento delle scelte discrezionali messe in atto dall'amministrazione comunale con la delibera impugnata”. La sentenza del Tar rappresenta una vittoria piena dell’amministrazione Ciaramella. “Il vigente quadro ordinamentale – si legge ancora nelle sentenze – evidenzia come sia correttamente utilizzabile, al fine di stimolare e promuovere l’attività produttiva e migliorare i livelli occupazionali, una scelta che è risultata corretta”. “Lo scorso anno – continua Ciaramella – quando abbiamo approvato i Pip, si sono scatenate le critiche più furiose sia del centrosinistra che del Cna. Tutti ricordano i manifesti murali contenenti violente frecciate sull’operato dell’amministrazione Ciaramella. Oggi anche il Tar ci dà ragione di quell’oculata scelta, corretta dal punto di vista tecnico e politico, fatta nell’interesse dello sviluppo della città e per la realizzazione sicura dei Pip che prevedono la costruzione di cinquanta opifici di medie e piccole dimensione nell’area nord della città, ai confini con Teverola, dove si svolge oggi la fiera settimanale. E’ stata quest’amministrazione a concludere un iter burocratico lungo vent’anni, mettendo in campo tenacia e lungimiranza. In merito al piano di insediamento produttivo è stato realizzato uno studio di fattibilità tecnico-economico che prevede la cessione in favore del concessionario, in proprietà, di un massimo del 95% delle aree e dei fabbricati realizzati nel costituendo piano e la cessione, in diritto superficitario, della restante parte per la successiva gestione in locazione. Il programma, inserito nel piano triennale delle opere pubbliche, in previsione della forte richiesta di aree ed immobili per destinazione artigianale, piccolo industriale e commerciale, sarà realizzato attraverso una concessione di costruzione e gestione affidata ad un soggetto privato, senza alcun esborso da parte del Comune. E' stata, inoltre, dimensionata la quantità minima dei capitali da investire, dai parte dei soggetti privati concessionari del programma, al fine di garantirne la sicura realizzazione. Con la modalità della concessione e gestione, si ha la sicurezza della realizzabilità dell’opera con costi abbattuti del 30% rispetto a quelli realizzabili direttamente dall’ente comunale: l’artigiano acquisterà il capannone al costo di 600 euro al metro quadrato a fronte dei 950 euro previsti se il comune avesse gestito l’operazione in prima persona. Il concessionario, che sarà scelto attraverso un bando di gara internazionale già pubblicato e che scadrà il prossimo 31 gennaio, è tenuto a rispettare le procedure previste dalla legge 109/94 e dovrà reinvestire il finanziamento regionale di circa tre milioni di euro nella realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria a servizio degli stessi Pip”. |
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Vincenza Picone |