Ciaramella incontra il Premio Nobel Leggett |
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“E’ stato un onore ospitare ad Aversa un premio Nobel dello spessore di Anthony Legget. E’ la dimostrazione più forte della vitalità intellettuale della nostra città”. Il sindaco Domenico Ciaramella commenta così l’incontro, avvenuto nella giornata di venerdì, con il Premio Nobel per la fisica, l’angloamericano Legget (è la prima volta che un Premio Nobel arriva ad Aversa). Lo studioso, premiato nel 2003, ha partecipato a una misura sperimentale nei laboratori della facoltà di Ingegneria della Seconda Università degli Studi di Napoli. Anthony Leggett (allo studioso è stato consegnato dal sindaco Ciaramella una targa e un libro storico sulla città) è considerato uno dei pionieri della superconduttività e della superfluidità. Le ricerche di base condotte da Alexei Abrikosov, Anhony Leggett e Vitaly Ginzburg hanno gettato le basi teoriche dalle quali oggi derivano applicazioni importanti in settori molto diversi. Le ricerche sulla superconduttività, ad esempio, hanno avuto ricadute fondamentali nella medicina, con le apparecchiature per la risonanza magnetica, e nella fisica, con la realizzazione degli acceleratori di particelle. Gli studi sui liquidi superfluidi sono la base che permette di comprendere nei dettagli il comportamento della materia. Entrambi questi ambiti di ricerca hanno origine da fenomeni tipici della fisica quantistica. Decisivo per lo sviluppo dei moderni superconduttori è stato il contributo di Anthony Leggett, che negli anni ’70 riuscì a spiegare la superfluidità. Scoprì che la viscosità dell’elio liquido svanisce alle basse temperature e riuscì a spiegare il modo in cui gli atomi si comportano in questo stato particolare della materia, che chiamò superfluido, passando da uno stato di ordine ad uno di caos. Oggi queste ricerche sono considerate di particolare importanza anche per la fisica delle particelle e la cosmologia. “Come amministrazione – conclude Ciaramella – riteniamo che l’università, con le sue importanti risorse umane, costituisca un importante serbatoio di energie per il nostro territorio. Non a caso, le università di Ingegneria ed Architettura sono state coinvolte, da quest’amministrazione, in programmazioni complesse di recupero e rivitalizzazione del territorio come Urban Italia. E per la Facoltà di Ingegneria, da sempre carente di spazi didattici, questa amministrazione ha individuato un’area standard in via Michelangelo (i lavori sono già in corso) per la realizzazione di nuove aule e laboratori. Una scuola di qualità, con una didattica all’avanguardia – ci crediamo fortemente – significa una classe dirigente più efficiente e preparata”. |
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Vincenza Picone |