J’accuse di Ciaramella nei confronti dell’atto aziendale dell’Asl Ce 2

 

“L’atto aziendale redatto dall’Asl Ce 2 è un documento contorto, approssimativo e sicuramente poco omogeneo, frutto di una disorganica raccolta di elaborati malamente assemblati, privo di qualsivoglia riferimento concreto alle reali esigenze dell’utenza”. E’ un affondo a trecentosessanta gradi nei confronti del principale documento gestionale dell’azienda sanitaria locale quello portato avanti dal sindaco Domenico Ciaramella, in qualità di Presidente del comitato di rappresentanza della Conferenza dei Sindaci dell’Asl Ce 2. “Ho già espresso il mio motivato parere durante l’ultima riunione del comitato di rappresentanza con la manager Angela Ruggiero – spiega serrato il sindaco Ciaramella. Così come è stato redatto, l’atto aziendale rappresenta il semplice assolvimento di un obbligo inderogabile quando, piuttosto, avrebbe dovuto essere l’espressione di una vera concezione manageriale che voglia dotarsi di una visione strategica, individuando obiettivi, scopi, programmi, e che, partendo da questi, ricostruisca la fisicità aziendale, le sue strutture, i servizi che eroga, al fine di perseguire un elevamento della politica sanitaria, qualitativamente e quantitativamente avvertibile dai cittadini dell’Asl aversana. L’atto si sostanzia di declamazioni enfatiche che non si traducono affatto in prefigurazioni di concreta attuazione, né in correlati atti di regolamentazione, né in indirizzi di programmazione. Non è atto sintetico, perché in alcune parti si sofferma al minuto e burocratico dettaglio delle cose esistenti e da realizzare. Non è neppure atto reso in forma analitica, perché disorganico e contraddittorio, in alcuni punti omissivo degli aspetti regolamentari, strutturali e programmatici. Non è, infine, nemmeno l’espressione di una terza ipotesi di stesura equilibrata perché si sottrae all’analitica ricerca che riguarda gli aspetti strutturali ed aggira la necessità, in ordine alla disciplina del funzionamento dell’Asl Ce2, di predeterminare linee strategiche e di principio a carattere generale”. Il sindaco Ciaramella porta a sostegno della sua tesi alcuni esempi. “Nell’atto aziendale – spiega il primo cittadino di Aversa – si dichiara enfaticamente di voler perseguire la trasparenza garantendo l’accesso agli atti dell’azienda ai sensi della legge 241/90 e si dimentica di approvare un regolamento aziendale, o, se esistente, di allegarlo all’atto, che stabilisca, a garanzia e tutela del cittadino, ad esempio, chi sia, in ordine ad atti tipici, il responsabile del procedimento; si declama di voler garantire la partecipazione e si dimentica il posizionamento dell’azienda verso le istituzioni, l’utenza, il privato, il volontariato, le organizzazioni sindacali, la dirigenza medica, così come si dimentica di regolamentare le forme di partecipazione; si parla di efficacia, efficienza, economicità e si dimentica di inserire i criteri, obbligatori per legge, e le modalità di affidamento della direzione delle strutture e degli uffici ai dirigenti e la verifica dei risultati; si anticipa l’adozione di una politica di autonomia gestionale dei dipartimenti, delle macrostrutture, dei distretti, che comporta una necessaria attenzione alla gestione delle risorse affidate e l’implementazione di una contabilità analitico-patrimoniale, e si dimentica di inserire, ad esempio, nel dipartimento di salute mentale – destinatario, per legge, di uno dei più grossi budget (il 5% delle risorse complessive dell’Asl, oltre alle ulteriori afferenze economiche per progetti speciali) – addirittura la struttura amministrativa; si parla di nuove strutture dipartimentali e, letteralmente, si dimentica l’esistenza di un dipartimento informatico; in riferimento, poi, alle strutture dipartimentali, si tratta di megastrutture poco funzionali e difficilmente gestibili, non sono individuati i criteri di aggregazione dei dipartimenti, in alcuni di essi esiste un inserimento di strutture complesse per nulla omogenee, sono previste strutture complesse non esistenti pur essendo già inserite nei costituendi dipartimenti”. Questi i motivi del rigetto totale della proposta d’atto aziendale della Direzione dell’Asl Ce2. “E’ necessario – conclude il Presidente della Conferenza dei Sindaci – che la Direzione strategica dell’azienda apra un vero confronto con i soggetti istituzionali e sociali sull’atto aziendale affinchè esso sia momento fondante di una rinnovata politica volta a promuovere un innalzamento della qualità e della quantità dei servizi resi ai cittadini dell’Asl aversana”.


Vincenza Picone